La lotta non finisce! La lotta non finisce! La lotta non finisce!
Ma invece di prendere queste parole con dolore devono essere la spinta a trovare sempre a forza!
Anche nelle peggiori siuazioni non è mai finita! MAI!
Quando ci troviamo nei peggiori dei nostrin incubi ci viene facile credere che sa inutile andare avanti, ma è solo un modo comodo per giustificare la nostra incapacità.
la lotta non finisce e se questo non lo capiamo allora è solo colpa nostra!
il mondo è stato mille volte peggiore di come è oggi ma ci sono sempre state persone che non hanno ma smesso di lottare; parole retoriche? Pò darsi, ma vorrebbero invee essere una lucida ossevazione su come le cose possono cambiare!
Il peggiore dei problemi di una socità è che la gente non sia più in grado di imaginarsi come potrebbe essere un mondo migliore; e le persone più spregevoli sono quelle che vogliono convincerci che un mondo migliore non ci sia. Chi comnda vuole schiavi che non sanno di esserlo e che non sappiano immaginarsi niente di meglio di quel mondo pieno di problemi che gli viene dato senza domande.
Quindi la lotta non finisce!
Una volta capito questo non può fermarci nemmeno Dio. Una volta accettato questo si può ammettere che di Dio può anche non fregarcene niente; il destino è nostro! Anche se non possiamo controllarlo possiamo sempre controllare come decidere di reagire e che senso dare a quelo che ci succede.
Capire che la lotta continua è come accogliere in se il più potente Dio; quel Dio che è pronto anche a scomparire pur di far si che la lotta vada avanti e ad ogni dolore si possa rispondere con la convinzione di un futuro migliore!
venerdì 19 ottobre 2007
domenica 14 ottobre 2007
Se leggo un giornale trovo informazioni che riguardano sempre la stessa classe sociale, solo i più ricchi o i più potenti, due cose che confinano e si uniscono. I giornalisti o chi scrive, però, mi presenta delle informazioni come se stesse parlando di qualcosa che mi riguarda direttamente, mi vuole far capire che sto leggendo cose appartenenti al mio mondo, vuol addirittura farmi credere che la libertà di informazione è fatta di quel tipo di informazioni.
Ma allora perchè posso ogni giorno sapere tutti i costi delle azioni di borsa, quanto guadagnano o quanto perdono fabbriche miliardarie di padroni mai sentiti prima e non poso sapere quanto è il salario di un operaio?
Quanto guadagna un cameriere?Quante volte si ammala un insegnante? Come immaginano il loro futuro e cosa ne pensano del loro passato gli scrittori di libri di ricette? La maggioranza della popolazione è fatta di queste persone, gli investitori miliardari sono una piccolissima minoranza che solo raramente prevede nuovi nomi; ma trovo solo informazione su cosa pensano loro e non su cosa pensano le persone che formano cuore braccia testa e gambe di una società. O al limite l'informazione si occupa di cosa si dicono madri e figli, amici o colleghi solo dopo che i sono ammazzati o hanno fatto violenza l'uno sull'altro.
Riflettono su di noi l'immagine nostre violenze, per nascondere la violenza che loro ci stanno facendo.
E allora la democrazia dov'è in questo tipo di informazione? La maggioranza sta zitta e la minoranza, ricca può parlare.
Vorrei far notare che parlando delle persone ho detto cuore braccia testa e gambe, ma non pancia. La pancia infatti appartiene a quella minoranza ricca che comanda e non f altro che consumare e produrre, consumare e produrre senza un motivo preciso ma per solo movimento muscolare.
Non lo dico solo perché sono ospite ma vorrei ripetere una osservazione di Noam Chomsky.
La Turchia è stata accusata ed ammonita dagli stati unti. Ritenuta di non essere a avere della democrazia perché decise di non allearsi alla guerra in Iraq gli usa la avvertirono che uno stato democratico come l'america non le sarà vicino a meno che non cambi idee.
Il 90% dei cittadini turchi non volevano che la Turchia entrasse negli scontri Iraq. Il 90% dei cittadini turchi era contrario. Il 90% dei cittadini che compongono una nazione può parlare ad alta voce e senza apprendere ordini da nessuno perché rappresentano loro stessi in una democrazia coerente.
Gli stati uniti, quindi, accusano di non essere democratica una nazione che ha deciso di seguire le idee della grande maggioranza dei cittadini.
Che senso ha?
Ha senso se ci rendiamo conto che le nazioni considerate democratiche, sono invece composte da un piccolo numero di potenti, capi di azienda, militari, politici, capi di associazioni sia religiose che laiche, grandi corporazioni massoniche, capi di giornali e criminali che non rappresentano nessupossibileno se non i proprio interessi ma che pretendono di mostrarsi come i divulgatori delle idee della nazione intera.
Come può essere possibile questo?
Com' è possibile ce non ce ne accorgiamo, che non riusciamo a fare i nomi di chi veramente decide e non riusciamo, noi maggioranza effettiva, ad avere potere sulle nostre decisioni?
Ho visto delle immagini che mi hanno mostrato la risposta. Sono solo alcune delle tante immagini che poso farlo e sicuramente ci saranno spiegazioni migliori e più approfondite, ma un'immagine quando arriva a toccare una risposta sincera diventa più veloce e diretta nello svegliare la logica e svelare l'assurdità di una situazione.
Sono immagini, ripeto, e quindi poco hanno a che fare con le parole; chiedo quindi scusa se la mia spiegazione non sarà chiara o lineare. Ho visto come molti, i telegiornali che parlano degli scontri in Birmania. un paese in rivolta, la violenza per le strade, la povertà della gente e la prepotenza dell'esercito. CI sono arrivate immagini delle stesse scene da molte inquadrature; passanti, giornalisti ufficiali, cittadini. I tutte mi ha colpito, oltre alle viloenze dirette, altre immagini ritenute solitamente secondarie.
Una qualsiasi città cambia a seconda della situazione della vita delle persone che la vivono. Anche la città pi
ù bella diventa un'altra cosa quando per le strade iniziano guerriglie, soprusi, violenze o guerre. Cambiano i palazzi pur rimanendo sempre uguali, diventano più deboli, fragili, ance la orza di palazzi monumentali di cui non dubitiamo comunica a cedere, cambiano i marciapiedi, cambiano i negozi, le vetrine, i semafori, le panchine, glia liberi, tutto vacilla e diventa incerto come le vite delle persone i strada e prende il tono di quello che sta succedendo intorno; o magari siamo noi che glie lo facciamo assumere. Anche Versaille ha tremato all'arrivo dei rivoluzionari, e devo ammettere che in questo caso mi fa anche piacere. Credo sia una situazione naturale che i è ripetuta praticamente da sempre, fino al ora; fin dalle prime forme i insediamenti sociali.
Questa volta invece ho notato la città e ho visto i cartelloni pubblicitari.
Le grandi facce possenti, sicure di se, belle, lisce, sorridenti o con una espressione impegnata di chi sta per rivelare a tutti il senso ultimo della vita ma ha deciso di tenerlo per se perché sarebbe troppo grande per noi poveri umili persone.
Quei cartelloni stavano li immobili e immutabili, alti sopra i palazzi, ontani da ogni rumore o movimento anche se gli scontri erano a pochi metri. Chi mai poteva dubitare di loro e della loro ragione? Nemmeno chi li aveva creati.
Queste erano le immagini che mi hanno mostrato una condizione continua ma nascosta nella società considerata civile.
Come non ci siamo accorti della violenza che ci stanno e ci stanno facendo mi domandavo e mi domando? I quei cartelloni ho visto parte della risposta.
C'era qualcosa di letteralmente innaturale, la loro sicurezza era contro natura. Probabilmente fino ad appena 50 anni fa una visione del genere era impensabile; trovare persone o volti di grandi e alti decine di metri, immensi, che con espressioni sorridenti o impassibili guardano persone che muoiono per strada per aver voluto essere libere di parlare. Ogni imperatore, ogni re, ogni tiranno si sono sentiti mancare il sangue ed hanno sentito cedere le gambe almeno una volta, ma quelle immagini mai!
Continua a tornarmi in mente Guernica, so esserci un collegamento diretto tra le due immagini anche se no sono in grado di spiegarlo. Immagini e parlo non sempre si aiutano.
Quindi eccoli li i nostri potenti, anzi i servi dei nostri potenti, che fanno da schermo. Proteggono chi comanda dalla violenza che la gente subisce e nascondono a noi la violenza chi comanda ci infligge. L'ingiustizia, l'assurdo, sono appesi ai muri e noi li prendiamo da esempio Quelle immagini non solo sono indifferenti alle nostre vite ma ci giudicano e giudicano sapendo di non poter sbagliare perché non vivono alle stesse nostre regole ma sono loro stesse a decidere il metro di misura. Un nuovo, o forse ripetuto fascismo è ben chiaro ogni giorno ,ma continuiamo a non accorgercene.
Sono troppo tragico? O forse presuntuoso? Si può darche volevosi benissimo! E non volevo davvero esserlo; parlo con modestia e mi fa male se mi accorgo i non farlo.
Pensare che volevo scrivere di tutta un'altra cosa!
Le cose vanno scritte subito o perdono di freschezza. Arrivo a scrivere ora cose che avrei voluto scrivere tempo fa ed ora sembrano altro. Mi chiedo se è solo una sensazione o se è perché non sono importanti. No no! Importanti lo sono!
Magari è poco efficace come le scrivo io; ed in effetti una grande rabbia sta nel non riuscire a spiegarle bene, forse per non avere ancora molto chiara l'idea e quindi le ombre in me diventano difficoltà di comunicazione.
E qui si potrebbe continuare.
Come dicono, chi parla male, pensa male e vive male.
L'immaginazione è uno strumento come usarlo ci a uomini. Il borghese ne è infatti limitato pensando invece i immaginare tutto quello che è concesso. Sottolineo tutto quello che è concesso e non quello che è possibili. Questo è uno dei limiti della borghesia.
Ma ora esco dal discorso ance se per me sono invece tutti correlati.
Dovrei fermarmi quindi?
No continuo, ma dopo.
Ma allora perchè posso ogni giorno sapere tutti i costi delle azioni di borsa, quanto guadagnano o quanto perdono fabbriche miliardarie di padroni mai sentiti prima e non poso sapere quanto è il salario di un operaio?
Quanto guadagna un cameriere?Quante volte si ammala un insegnante? Come immaginano il loro futuro e cosa ne pensano del loro passato gli scrittori di libri di ricette? La maggioranza della popolazione è fatta di queste persone, gli investitori miliardari sono una piccolissima minoranza che solo raramente prevede nuovi nomi; ma trovo solo informazione su cosa pensano loro e non su cosa pensano le persone che formano cuore braccia testa e gambe di una società. O al limite l'informazione si occupa di cosa si dicono madri e figli, amici o colleghi solo dopo che i sono ammazzati o hanno fatto violenza l'uno sull'altro.
Riflettono su di noi l'immagine nostre violenze, per nascondere la violenza che loro ci stanno facendo.
E allora la democrazia dov'è in questo tipo di informazione? La maggioranza sta zitta e la minoranza, ricca può parlare.
Vorrei far notare che parlando delle persone ho detto cuore braccia testa e gambe, ma non pancia. La pancia infatti appartiene a quella minoranza ricca che comanda e non f altro che consumare e produrre, consumare e produrre senza un motivo preciso ma per solo movimento muscolare.
Non lo dico solo perché sono ospite ma vorrei ripetere una osservazione di Noam Chomsky.
La Turchia è stata accusata ed ammonita dagli stati unti. Ritenuta di non essere a avere della democrazia perché decise di non allearsi alla guerra in Iraq gli usa la avvertirono che uno stato democratico come l'america non le sarà vicino a meno che non cambi idee.
Il 90% dei cittadini turchi non volevano che la Turchia entrasse negli scontri Iraq. Il 90% dei cittadini turchi era contrario. Il 90% dei cittadini che compongono una nazione può parlare ad alta voce e senza apprendere ordini da nessuno perché rappresentano loro stessi in una democrazia coerente.
Gli stati uniti, quindi, accusano di non essere democratica una nazione che ha deciso di seguire le idee della grande maggioranza dei cittadini.
Che senso ha?
Ha senso se ci rendiamo conto che le nazioni considerate democratiche, sono invece composte da un piccolo numero di potenti, capi di azienda, militari, politici, capi di associazioni sia religiose che laiche, grandi corporazioni massoniche, capi di giornali e criminali che non rappresentano nessupossibileno se non i proprio interessi ma che pretendono di mostrarsi come i divulgatori delle idee della nazione intera.
Come può essere possibile questo?
Com' è possibile ce non ce ne accorgiamo, che non riusciamo a fare i nomi di chi veramente decide e non riusciamo, noi maggioranza effettiva, ad avere potere sulle nostre decisioni?
Ho visto delle immagini che mi hanno mostrato la risposta. Sono solo alcune delle tante immagini che poso farlo e sicuramente ci saranno spiegazioni migliori e più approfondite, ma un'immagine quando arriva a toccare una risposta sincera diventa più veloce e diretta nello svegliare la logica e svelare l'assurdità di una situazione.
Sono immagini, ripeto, e quindi poco hanno a che fare con le parole; chiedo quindi scusa se la mia spiegazione non sarà chiara o lineare. Ho visto come molti, i telegiornali che parlano degli scontri in Birmania. un paese in rivolta, la violenza per le strade, la povertà della gente e la prepotenza dell'esercito. CI sono arrivate immagini delle stesse scene da molte inquadrature; passanti, giornalisti ufficiali, cittadini. I tutte mi ha colpito, oltre alle viloenze dirette, altre immagini ritenute solitamente secondarie.
Una qualsiasi città cambia a seconda della situazione della vita delle persone che la vivono. Anche la città pi
ù bella diventa un'altra cosa quando per le strade iniziano guerriglie, soprusi, violenze o guerre. Cambiano i palazzi pur rimanendo sempre uguali, diventano più deboli, fragili, ance la orza di palazzi monumentali di cui non dubitiamo comunica a cedere, cambiano i marciapiedi, cambiano i negozi, le vetrine, i semafori, le panchine, glia liberi, tutto vacilla e diventa incerto come le vite delle persone i strada e prende il tono di quello che sta succedendo intorno; o magari siamo noi che glie lo facciamo assumere. Anche Versaille ha tremato all'arrivo dei rivoluzionari, e devo ammettere che in questo caso mi fa anche piacere. Credo sia una situazione naturale che i è ripetuta praticamente da sempre, fino al ora; fin dalle prime forme i insediamenti sociali.
Questa volta invece ho notato la città e ho visto i cartelloni pubblicitari.
Le grandi facce possenti, sicure di se, belle, lisce, sorridenti o con una espressione impegnata di chi sta per rivelare a tutti il senso ultimo della vita ma ha deciso di tenerlo per se perché sarebbe troppo grande per noi poveri umili persone.
Quei cartelloni stavano li immobili e immutabili, alti sopra i palazzi, ontani da ogni rumore o movimento anche se gli scontri erano a pochi metri. Chi mai poteva dubitare di loro e della loro ragione? Nemmeno chi li aveva creati.
Queste erano le immagini che mi hanno mostrato una condizione continua ma nascosta nella società considerata civile.
Come non ci siamo accorti della violenza che ci stanno e ci stanno facendo mi domandavo e mi domando? I quei cartelloni ho visto parte della risposta.
C'era qualcosa di letteralmente innaturale, la loro sicurezza era contro natura. Probabilmente fino ad appena 50 anni fa una visione del genere era impensabile; trovare persone o volti di grandi e alti decine di metri, immensi, che con espressioni sorridenti o impassibili guardano persone che muoiono per strada per aver voluto essere libere di parlare. Ogni imperatore, ogni re, ogni tiranno si sono sentiti mancare il sangue ed hanno sentito cedere le gambe almeno una volta, ma quelle immagini mai!
Continua a tornarmi in mente Guernica, so esserci un collegamento diretto tra le due immagini anche se no sono in grado di spiegarlo. Immagini e parlo non sempre si aiutano.
Quindi eccoli li i nostri potenti, anzi i servi dei nostri potenti, che fanno da schermo. Proteggono chi comanda dalla violenza che la gente subisce e nascondono a noi la violenza chi comanda ci infligge. L'ingiustizia, l'assurdo, sono appesi ai muri e noi li prendiamo da esempio Quelle immagini non solo sono indifferenti alle nostre vite ma ci giudicano e giudicano sapendo di non poter sbagliare perché non vivono alle stesse nostre regole ma sono loro stesse a decidere il metro di misura. Un nuovo, o forse ripetuto fascismo è ben chiaro ogni giorno ,ma continuiamo a non accorgercene.
Sono troppo tragico? O forse presuntuoso? Si può darche volevosi benissimo! E non volevo davvero esserlo; parlo con modestia e mi fa male se mi accorgo i non farlo.
Pensare che volevo scrivere di tutta un'altra cosa!
Le cose vanno scritte subito o perdono di freschezza. Arrivo a scrivere ora cose che avrei voluto scrivere tempo fa ed ora sembrano altro. Mi chiedo se è solo una sensazione o se è perché non sono importanti. No no! Importanti lo sono!
Magari è poco efficace come le scrivo io; ed in effetti una grande rabbia sta nel non riuscire a spiegarle bene, forse per non avere ancora molto chiara l'idea e quindi le ombre in me diventano difficoltà di comunicazione.
E qui si potrebbe continuare.
Come dicono, chi parla male, pensa male e vive male.
L'immaginazione è uno strumento come usarlo ci a uomini. Il borghese ne è infatti limitato pensando invece i immaginare tutto quello che è concesso. Sottolineo tutto quello che è concesso e non quello che è possibili. Questo è uno dei limiti della borghesia.
Ma ora esco dal discorso ance se per me sono invece tutti correlati.
Dovrei fermarmi quindi?
No continuo, ma dopo.
domenica 16 settembre 2007
martedì 5 giugno 2007
sabato 5 maggio 2007
venerdì 13 aprile 2007
GALILEI E BRECHT
Galileo Galilei e Brecht.
La mia risposta alla chiesa cattolica; da notare le minuscole.
LUDOVICO Vedo che avete proprio compiuto tutti i preparativi.Signor Galileo, la mamma ed io trascorriamo nove mesi su dodici nelle nostre terre nel'Agro e possiamo assicuravi che i nostri contadini non si mettono in allarme per i vostri trattati sulle lune di Giove. Il lavoro nei campi è troppo duro. Ma, se venissero a sapere che ormai si possono attaccare impunemente le sante dottrine della Chiesa, potrebbero esserne turbati. Quegli infelici, non dovete scordarvelo, nella loro condizione di bruti, fanno un'accozaglia di tutto. Sono come le bestie, nè più nè meno; roba da non credere. Bast iche circoli la voce che una pera è cresciuta su un melo,e loro lasciano a mezzo il lavoro dei campi e si mettono a ciarlare.
GALILEO(con interesse) Dici davvero?
LUDOVICO Bestie. Se vengono alla fattoria a lagnarsi per qualche inezia, la mamma è costretta a far frustare un cane in presenza loro; solo così si tengono a mente che esiste una disciplina, un ordine e un modo di comportarsi. Forse voi, signor Galilei, qualce volta, dal finestrino della carrozza, avete visto il grano biondeggiare nei campi; avete mangiaro soprappensiero le nostre olive e il nostro cacio; ma della fatica, della vigilanza continua che tutto questo esige, non ve ne fate nemmeno un'idea!
GALILEO Giovanotto, io non mangio mai ilcacio soprapensiero.(Villano) Mi fai perdere tempo. (Grida verso l'esterno) Siamo pronti con lo schermo?
ANDREA Si. Venite?
GALILEO Ma voi Marsili non vi limitate a frustare i cani solo per tenerli sotto governo: o mi sbaglio?
LUDOVICO Signor Galilei, avete un cervello meraviglioso. Peccato.
MONACELLO (stupito) Vi minaccia.
GALILEO Si. Potrei istigare i suoi contadini a pensare in un modo nuovo. E anche i suoi servi, e i suoi fattori.
FEDERZONI Ma come? Neanche loro sanno di latino.
GALILEO Potrei scrivere in volgare, per i molti, anzi chè in latino per i pochi. Per le nuove idee, quella che ci serve è la gente che lavora con le mani. A chi altri interessa conoscere l'origine delle cose? Quelli che vedono il pane solo quand'è sulla tavola , non volgiono sapere com'è stato cotto. Quelle canaglie prefariscno ringraziar Dio piuttosto che il fornaio! Ma quelli che, il pane, lo fanno, quelli sapranno capire che non si muove niente che non venga messo in movimento. Tua sorella, Fulgenzio, mentre gira il torchio delle olive, non resterà li a bocca aperta, e anzi facilmente si metterà a ridere, quando saprà che il sole non è un aureo scudo nobliare, ma una leva: la terra si muove perchè è il sole a farla muovere!
LUDOVICO Rimarrete in eterno schiavo delle vostre passioni. Fate le mie scuse a Virginia. Credo sia meglio che non la veda adesso.
GALILEO La dote rimane a vostra disposizione in ogni momento.
LUDOVICO Buongiorno. (Se ne va).
ANDREA I nostri omaggi a tutti i Marsili!
FEDERZONI Che ordinano alla terra di stare ferma, sennò i loro castelli potrebbero andare a gambe all'aria!
ANDREA E ai Cezi, e ai Villani!
FDERZONI Ai Cervilli!
ANDREA Ai Lecchi!
FEDERZONI Ai Pirelloni!
ANDREA Che baciano i piedi al Papa a patto che se ne serva per schiacciare il popolo!
MONACELLO (anche lui intento agli strmenti) Il nuovo Papa sarà un uomo illuminato.
GALILEO Avanti, incominciamo a osservare queste macchie solari che ci interessano: a nostro rischio e pericolo, senza troppo contare sulla protezione del nuovo Papa.
ANDREA (interrompedolo) Ma con la ferma speranza di disipare le ombre stellari di Fabricius e i vapori solari di Parigi e di Praga, e di dare le prove della rotazione del sole.
GALILEO Con qualche speraza di dare le prove della rotazione del sole. Non m'importa dimostrare di aver avuro ragione, ma di sabilire se l'ho avuta. E dico: lasciate ogni speranza o voi che vi accingete a osservare! Forse sono vapori, forse sono macchie; ma prima di affermare che sono macchie, - la qual cosa ci tornerebbe a proposito - preferiamo dire che sono pesci fritti. Si, rimetteremo tutto, tutto, tutto in discussione. E non procederemo con gli stivai delle sette leghe,ma a passo di lumaca. E quello che troviamo oggi, domani lo cancelleremo dalla lavagna e non lo riscriveremo più, a meno che non lo ritroviamo un'altra volta. Se qualche scoperta soddisferà le nosre previsoni, la considereremo con speciale diffidenza. E dunque, prepariamoci ora ad oservare il sole con l'inflessibie determinazione di dimostrare che la terra è immobile! E solo quando avremo fallito, quando, battuti senza speranza, saremo ridotti a leccarci le ferite, allora con la morte nell'anima cominceremo a domandarci se per caso non avevamo ragione, se davvero la terra che gira! (Ammiccando) Ma se tutte le altre ipotesi, all'infuori di questa, ci si dovessero squagliare fra le dita, allora nessuna pietà per coloro che,senza aver cercato, vorranno parlare. Togliete il panno dal cannocchiale e volgetelo verso il sole! (Regola lo specchio).
MONACELLO L'avevo capito che vi eravate rimesso al lavoro. L'ho capito quando non avete riconosciuto Marsili.Si metono in silenzio a lavorare. Nel momento in cui l'imagine fiammante del sole appare sullo schermo, entra di corsa Virginia, vestita dell'abito nuziale.
VIRGINIA Babbo! L'hai mandato via! (Sviene).Andrea e il monacello accorono a lei.
GALILEO Io devo sapere.
[...]
GALILEO (con le mani professionalmente congiunte sul ventre) Nel tempo che ho libero - e ne ho di tempo libero - mi è avvenuto di rimeditare il mio caso e di domandarmi di come sarà giudicato da quel mondo della scienza al quale non credo più di appartenere. Anche un venditore di lana, per quanto abile sia ad acquisarla a buon prezzo per poi rivenderla cara, deve preoccupasi che il commercio della lana possa svolgersi liberamente. Quanto a questo mi pare che la pratica della scienza richieda particlare coraggio. Essa tratta il sapere che è un prodoto del dubbio; e col procaciare sapere a tutti su ogni cosa, tende a destare il dubbio in tutti. Ora, la gran pate della popolazione è tenuta dai suoi sovrani, dai suoi proprietari di terra e dai suoi preti, in una nebbia madreperlacea di superstizioni e di antiche sentenze, una nebbia che occulta gli intrighi di costoro. La misera condizione dei più è antica come le rocce, e dall'alto dei pulpiti e delle cattedre si suole dipingerla imperitura proprio come le rocce. La nostra nuova arte del dubbio appassionò il grande pubblico, che corse a strapparci di mano il telescopio per puntarlo sui suoi aguzzini. Questi uomini egoisti e prepotenti, avidi predatori a proprio vantaggio dei frutti della scienza, si avvidero subito che il freddo occhio scientifico si era posato su una miseria millenaria quanto arificiale, una miseria che chiaramente poteva essere eliminata con l'eliminare loro stessi. Allora sommersero noi sotto un profluvio di minacce e corruzione, tali da travolgere gli spiriti deboli. Ma possiamo noi ripudiar la massa e conservarci ugualmente uomini di scienza? I moti dei corpi cielesti sono divenuti più chiari; ma ai popoli restano pur sempre imperscrutabili i moti dei potenti. E se la battaglia per la misurabilità dei cieli è stata vinta dal dubbio, la battaglia della massaia romana per il latte sarà semre perduta dalla credulità. Con tutt'e due queste battaglie, Sarti, ha a che fare la scienza. Finchè l'umanità continueràa a brancolare nella sua madreperlacea nebbia millenaria, fatta di superstizioni e venerande sentenze, finchè sarà tropo ingnorante per sviluppare le sue proprie energie, non sarà nemmeno capace di sviluppare le energie della natura che le vengono svelate. Che scopo si prefigge il vostro lavoro? Io credo che la scienza abbia come unico scopo quello di alleviare la fatica dell'eistenza umana. Se gli uomini di scienza, intimiditi dai potenti egoisti, si limitano ad accumular sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, e le vostre nuove macchine non saranno fonte che di nuovi triboli per l'uomo. E quando con l'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità. Tra e voi e l'umanità può scavarsi un abisso così grande, che, un giorno, a ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale. -Nella mia vita di scienziato ho avuto un'opportunità senza pari: quella di veder dilagare l'astronomia nelle pubbliche piazze. In circostanze così straordinarie, la fermezza di un uomo poteva produrre grandi rivolgimenti. Se io avessi resistito i naturalisi avrebbero potuto sviluppare qualcosa di simile a quello che per i medici è il giuramento di Ippocrate: il voto solenne di far uso della scienza a esclusivo vantaggio dell'umanità. Così stando le cose, il massimo che si può sperare è una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare a qualsiasi scopo. Mi sono anche convinto, Sarti, di non aver mai corso dei rischi gravi. Per alcuni anni ebbi la forza di una massima autorità. Ma ho messo la mia sapienza a disposizione dei potenti perchè la usassero, o non la usassero, o ne abusassero a seconda dei loro fini. (Virginia è entrata con un vassoio e restai mmobile ad ascoltare). Ho tradito la mia professione.Quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua presenza non può essere tolerata nei ranghi della scienza.
[...]
ANDREA Dunque non pensate più che sia cominciata una nuova era?
GALILEO Al contrario. - Abbiti riguardo, quando attraversi la Germania, con la verità sotto il mantello.
Bertolt Brecht "Vita di Galileo".
La chiesa ha ritirato la condanna a Galilei solo nel 1992. Anche in quella occasione ci furono personaggi come il vescovo Ratzinger, oggi papa, che ribadì di trovare giusta la condanna contro Galilei.
La mia risposta alla chiesa cattolica; da notare le minuscole.
LUDOVICO Vedo che avete proprio compiuto tutti i preparativi.Signor Galileo, la mamma ed io trascorriamo nove mesi su dodici nelle nostre terre nel'Agro e possiamo assicuravi che i nostri contadini non si mettono in allarme per i vostri trattati sulle lune di Giove. Il lavoro nei campi è troppo duro. Ma, se venissero a sapere che ormai si possono attaccare impunemente le sante dottrine della Chiesa, potrebbero esserne turbati. Quegli infelici, non dovete scordarvelo, nella loro condizione di bruti, fanno un'accozaglia di tutto. Sono come le bestie, nè più nè meno; roba da non credere. Bast iche circoli la voce che una pera è cresciuta su un melo,e loro lasciano a mezzo il lavoro dei campi e si mettono a ciarlare.
GALILEO(con interesse) Dici davvero?
LUDOVICO Bestie. Se vengono alla fattoria a lagnarsi per qualche inezia, la mamma è costretta a far frustare un cane in presenza loro; solo così si tengono a mente che esiste una disciplina, un ordine e un modo di comportarsi. Forse voi, signor Galilei, qualce volta, dal finestrino della carrozza, avete visto il grano biondeggiare nei campi; avete mangiaro soprappensiero le nostre olive e il nostro cacio; ma della fatica, della vigilanza continua che tutto questo esige, non ve ne fate nemmeno un'idea!
GALILEO Giovanotto, io non mangio mai ilcacio soprapensiero.(Villano) Mi fai perdere tempo. (Grida verso l'esterno) Siamo pronti con lo schermo?
ANDREA Si. Venite?
GALILEO Ma voi Marsili non vi limitate a frustare i cani solo per tenerli sotto governo: o mi sbaglio?
LUDOVICO Signor Galilei, avete un cervello meraviglioso. Peccato.
MONACELLO (stupito) Vi minaccia.
GALILEO Si. Potrei istigare i suoi contadini a pensare in un modo nuovo. E anche i suoi servi, e i suoi fattori.
FEDERZONI Ma come? Neanche loro sanno di latino.
GALILEO Potrei scrivere in volgare, per i molti, anzi chè in latino per i pochi. Per le nuove idee, quella che ci serve è la gente che lavora con le mani. A chi altri interessa conoscere l'origine delle cose? Quelli che vedono il pane solo quand'è sulla tavola , non volgiono sapere com'è stato cotto. Quelle canaglie prefariscno ringraziar Dio piuttosto che il fornaio! Ma quelli che, il pane, lo fanno, quelli sapranno capire che non si muove niente che non venga messo in movimento. Tua sorella, Fulgenzio, mentre gira il torchio delle olive, non resterà li a bocca aperta, e anzi facilmente si metterà a ridere, quando saprà che il sole non è un aureo scudo nobliare, ma una leva: la terra si muove perchè è il sole a farla muovere!
LUDOVICO Rimarrete in eterno schiavo delle vostre passioni. Fate le mie scuse a Virginia. Credo sia meglio che non la veda adesso.
GALILEO La dote rimane a vostra disposizione in ogni momento.
LUDOVICO Buongiorno. (Se ne va).
ANDREA I nostri omaggi a tutti i Marsili!
FEDERZONI Che ordinano alla terra di stare ferma, sennò i loro castelli potrebbero andare a gambe all'aria!
ANDREA E ai Cezi, e ai Villani!
FDERZONI Ai Cervilli!
ANDREA Ai Lecchi!
FEDERZONI Ai Pirelloni!
ANDREA Che baciano i piedi al Papa a patto che se ne serva per schiacciare il popolo!
MONACELLO (anche lui intento agli strmenti) Il nuovo Papa sarà un uomo illuminato.
GALILEO Avanti, incominciamo a osservare queste macchie solari che ci interessano: a nostro rischio e pericolo, senza troppo contare sulla protezione del nuovo Papa.
ANDREA (interrompedolo) Ma con la ferma speranza di disipare le ombre stellari di Fabricius e i vapori solari di Parigi e di Praga, e di dare le prove della rotazione del sole.
GALILEO Con qualche speraza di dare le prove della rotazione del sole. Non m'importa dimostrare di aver avuro ragione, ma di sabilire se l'ho avuta. E dico: lasciate ogni speranza o voi che vi accingete a osservare! Forse sono vapori, forse sono macchie; ma prima di affermare che sono macchie, - la qual cosa ci tornerebbe a proposito - preferiamo dire che sono pesci fritti. Si, rimetteremo tutto, tutto, tutto in discussione. E non procederemo con gli stivai delle sette leghe,ma a passo di lumaca. E quello che troviamo oggi, domani lo cancelleremo dalla lavagna e non lo riscriveremo più, a meno che non lo ritroviamo un'altra volta. Se qualche scoperta soddisferà le nosre previsoni, la considereremo con speciale diffidenza. E dunque, prepariamoci ora ad oservare il sole con l'inflessibie determinazione di dimostrare che la terra è immobile! E solo quando avremo fallito, quando, battuti senza speranza, saremo ridotti a leccarci le ferite, allora con la morte nell'anima cominceremo a domandarci se per caso non avevamo ragione, se davvero la terra che gira! (Ammiccando) Ma se tutte le altre ipotesi, all'infuori di questa, ci si dovessero squagliare fra le dita, allora nessuna pietà per coloro che,senza aver cercato, vorranno parlare. Togliete il panno dal cannocchiale e volgetelo verso il sole! (Regola lo specchio).
MONACELLO L'avevo capito che vi eravate rimesso al lavoro. L'ho capito quando non avete riconosciuto Marsili.Si metono in silenzio a lavorare. Nel momento in cui l'imagine fiammante del sole appare sullo schermo, entra di corsa Virginia, vestita dell'abito nuziale.
VIRGINIA Babbo! L'hai mandato via! (Sviene).Andrea e il monacello accorono a lei.
GALILEO Io devo sapere.
[...]
GALILEO (con le mani professionalmente congiunte sul ventre) Nel tempo che ho libero - e ne ho di tempo libero - mi è avvenuto di rimeditare il mio caso e di domandarmi di come sarà giudicato da quel mondo della scienza al quale non credo più di appartenere. Anche un venditore di lana, per quanto abile sia ad acquisarla a buon prezzo per poi rivenderla cara, deve preoccupasi che il commercio della lana possa svolgersi liberamente. Quanto a questo mi pare che la pratica della scienza richieda particlare coraggio. Essa tratta il sapere che è un prodoto del dubbio; e col procaciare sapere a tutti su ogni cosa, tende a destare il dubbio in tutti. Ora, la gran pate della popolazione è tenuta dai suoi sovrani, dai suoi proprietari di terra e dai suoi preti, in una nebbia madreperlacea di superstizioni e di antiche sentenze, una nebbia che occulta gli intrighi di costoro. La misera condizione dei più è antica come le rocce, e dall'alto dei pulpiti e delle cattedre si suole dipingerla imperitura proprio come le rocce. La nostra nuova arte del dubbio appassionò il grande pubblico, che corse a strapparci di mano il telescopio per puntarlo sui suoi aguzzini. Questi uomini egoisti e prepotenti, avidi predatori a proprio vantaggio dei frutti della scienza, si avvidero subito che il freddo occhio scientifico si era posato su una miseria millenaria quanto arificiale, una miseria che chiaramente poteva essere eliminata con l'eliminare loro stessi. Allora sommersero noi sotto un profluvio di minacce e corruzione, tali da travolgere gli spiriti deboli. Ma possiamo noi ripudiar la massa e conservarci ugualmente uomini di scienza? I moti dei corpi cielesti sono divenuti più chiari; ma ai popoli restano pur sempre imperscrutabili i moti dei potenti. E se la battaglia per la misurabilità dei cieli è stata vinta dal dubbio, la battaglia della massaia romana per il latte sarà semre perduta dalla credulità. Con tutt'e due queste battaglie, Sarti, ha a che fare la scienza. Finchè l'umanità continueràa a brancolare nella sua madreperlacea nebbia millenaria, fatta di superstizioni e venerande sentenze, finchè sarà tropo ingnorante per sviluppare le sue proprie energie, non sarà nemmeno capace di sviluppare le energie della natura che le vengono svelate. Che scopo si prefigge il vostro lavoro? Io credo che la scienza abbia come unico scopo quello di alleviare la fatica dell'eistenza umana. Se gli uomini di scienza, intimiditi dai potenti egoisti, si limitano ad accumular sapere per sapere, la scienza può rimanere fiaccata per sempre, e le vostre nuove macchine non saranno fonte che di nuovi triboli per l'uomo. E quando con l'andar del tempo, avrete scoperto tutto lo scopribile, il vostro progresso non sarà che un progressivo allontanamento dall'umanità. Tra e voi e l'umanità può scavarsi un abisso così grande, che, un giorno, a ogni vostro eureka rischierebbe di rispondere un grido di dolore universale. -Nella mia vita di scienziato ho avuto un'opportunità senza pari: quella di veder dilagare l'astronomia nelle pubbliche piazze. In circostanze così straordinarie, la fermezza di un uomo poteva produrre grandi rivolgimenti. Se io avessi resistito i naturalisi avrebbero potuto sviluppare qualcosa di simile a quello che per i medici è il giuramento di Ippocrate: il voto solenne di far uso della scienza a esclusivo vantaggio dell'umanità. Così stando le cose, il massimo che si può sperare è una progenie di gnomi inventivi, pronti a farsi assoldare a qualsiasi scopo. Mi sono anche convinto, Sarti, di non aver mai corso dei rischi gravi. Per alcuni anni ebbi la forza di una massima autorità. Ma ho messo la mia sapienza a disposizione dei potenti perchè la usassero, o non la usassero, o ne abusassero a seconda dei loro fini. (Virginia è entrata con un vassoio e restai mmobile ad ascoltare). Ho tradito la mia professione.Quando un uomo ha fatto ciò che ho fatto io, la sua presenza non può essere tolerata nei ranghi della scienza.
[...]
ANDREA Dunque non pensate più che sia cominciata una nuova era?
GALILEO Al contrario. - Abbiti riguardo, quando attraversi la Germania, con la verità sotto il mantello.
Bertolt Brecht "Vita di Galileo".
La chiesa ha ritirato la condanna a Galilei solo nel 1992. Anche in quella occasione ci furono personaggi come il vescovo Ratzinger, oggi papa, che ribadì di trovare giusta la condanna contro Galilei.
venerdì 23 marzo 2007
INVISIBILI.
Come fare a spiegarlo?
Siamo invisibili!
Tutti!
Siamo andati forse oltre il non avere differenze tra classi sociali.In una piazza appena trenta anni fa credo fosse possibile a prima occhiata distinguere un fascista da un anarchico.Un operaio da un figlio di papá.Un banchiere da un idraulico.Poi la differenza si é cancellata.Conosco persone che dopo venti anni di amicizia con lo stesso gruppo con cui uscivano hanno scoperto che la pensavano politicamente in tutt'altro modo rispetto a come si immaginavano.Ora invece siamo andati oltre anche a quello.Siamo completamante invisibili!Vorrei che Primo Levi mi perdonasse se dico che almeno nei campi di concentramento davano un numero ai reclusi. Perdevano la loro identitá di esseri umani per subirne una da bestie.Oggi siamo ancora meno.Senza numero, senza colore, siamo massa invisibile.Si lo so é un'eresia ma accettate almeno l'idea se il paragone non vi é piaciuto.Chi ci manipola non ci da nemmeno un nome; ebrei, negri, sovversivi, omosessuali, malati mentali erano i nomi che davano a chi veniva emarginato e soprattutto sfruttato.Oggi siamo solo in balia di un gruppo di potenti che gestisce le nostre vite per il loro singolo tornaconto, a costo di distruggere nazioni intere.Non importa fare la guerra per colonizzare o conquistare; basta una rivista di moda o di pettegloezzi.Basta un asocietá in cui lúnico Dio é il consumo. Ed il sonsumo di merce diventa consumo di identitá. Quella che non abbiamo piú; che difficilmente riusciamo a difendere proprio perché non abbiamo idea di dove trovarla ora.Siamo invisibili; e figurarsi che c'é chi ancora fa distinzioni di razza.
Siamo invisibili!
Tutti!
Siamo andati forse oltre il non avere differenze tra classi sociali.In una piazza appena trenta anni fa credo fosse possibile a prima occhiata distinguere un fascista da un anarchico.Un operaio da un figlio di papá.Un banchiere da un idraulico.Poi la differenza si é cancellata.Conosco persone che dopo venti anni di amicizia con lo stesso gruppo con cui uscivano hanno scoperto che la pensavano politicamente in tutt'altro modo rispetto a come si immaginavano.Ora invece siamo andati oltre anche a quello.Siamo completamante invisibili!Vorrei che Primo Levi mi perdonasse se dico che almeno nei campi di concentramento davano un numero ai reclusi. Perdevano la loro identitá di esseri umani per subirne una da bestie.Oggi siamo ancora meno.Senza numero, senza colore, siamo massa invisibile.Si lo so é un'eresia ma accettate almeno l'idea se il paragone non vi é piaciuto.Chi ci manipola non ci da nemmeno un nome; ebrei, negri, sovversivi, omosessuali, malati mentali erano i nomi che davano a chi veniva emarginato e soprattutto sfruttato.Oggi siamo solo in balia di un gruppo di potenti che gestisce le nostre vite per il loro singolo tornaconto, a costo di distruggere nazioni intere.Non importa fare la guerra per colonizzare o conquistare; basta una rivista di moda o di pettegloezzi.Basta un asocietá in cui lúnico Dio é il consumo. Ed il sonsumo di merce diventa consumo di identitá. Quella che non abbiamo piú; che difficilmente riusciamo a difendere proprio perché non abbiamo idea di dove trovarla ora.Siamo invisibili; e figurarsi che c'é chi ancora fa distinzioni di razza.
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