mercoledì 30 gennaio 2008

sabato 26 gennaio 2008

SOCİETÀ Dİ SCHİAVİ E PADRONİ.

"Uno degli aspetti pıù micidiali dell'attuale cultura, è di far credere che sia l'unica cultura. İnvece è solo la peggiore.
Gli esempi sono nel cuore di ognuno; ad esempio il fatto che la gente vada a lavorare sei giorni la settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare; come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo, del letto e della macchinetta?!
Mentre fino a ieri credevo mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi penso: 'Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l'unica vita che ho! Perchè non ne ho un'altra, ho solo questa, e loro mi fanno andare a lavorare cinque volte, sei giorni la settimana, e mi lasciano un miserabile giorno per fare cosa? Come si fai in un giorno a costruire la vita?'
Allora intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella nella quale è prigioniero, perchè sennò un giorno anche se la porta sarà aperta lui non vorrà uscire; deve sempre pensare con una cosienza perfetta: 'Questi stanno rubandomi la vita! İn cambio di due milioni e mezzo al mese bene che vada, mentre io sono un capolavoro il cui valore è inenarrabile!'
Non capisco perchè un quadro di Van Gogh debba valere settantasette miliardi e un essere umano due milioni e mezzo al mese bene che vada.
Secondo me poi, siccome c'è un paramerto, che con le nuove tecnologie i profitti sono aumentati almeno cento volte, e allora il lavoro doveva diminuire almeno dieci volte! İnvece no, l'orario di lavoro è rimasto intatto.
Oggi so che mi stanno rubando il bene più prezioso che mi è stato dato dalla natura!
Pensa alla cosa più bella che la natura propone, che è quella, mettiamo, di fare all'amore, no? İmmagina di vivere in un sistema sociale, economico, politico e culturale, in cui le persone sono obbligate, con quello che le sorveglia, a fare all'amore otto ore al giorno; sarebbe una tortura.
E quindi perchè non deve essere la stessa cosa per il lavoro che non è certamente più gradevole che fare all'amore, no?!
Per esempio il fatto che la gente debba andare a lavorare sei giorni alla settimana; certo c'ho il mitra alla nuca, lo faccio: faccio il discorso che: meglio leccare il pavimento o morire? Meglio leccare il pavimento.
Ma quello che è orrendo in questa cultura è che leccare il pavimento è diventata addirittura un'aspirazione! Capisci?!
Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare otto ore al giorno e debba essere pure grato a chi gli fa leccare il pavimento! Capisci?!
Ma laddove la coscienza produce coscienza, tutto ciò è effettivamente mostruoso.

"Si vabè ma ormai è irreversibile la situazione" [Dice l'intervistatore].

"Si tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime perchè è tipico dello schiavo, no?!
İl vero schaivo; il vero schiavo difende il padrone mica lo combatte; perchè lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede, quanto quello che non è più capace ad immaginarsi la libertà.
Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso, quando Galileo ha enunciato che era la Terra a girare intorno al Sole, ci sarà stato di sicuro qualcuno come te che gli avrà detto: "Eeeh! Sono ventidue secoli che tutti dicono che è la Terra che gira intorno, mo arrivi te a dire quasta stronzata! E come farai a spiegarlo a tutti gli esseri umani?!" e lui ha detto: "Non è affar mio signori". "Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così tutto torna nell'ordine delle cose!" Hai capito?!
Perchè tutto l'occidente vive in una area di beneficio, perchè sta rubando otto decimi dei beni del resto del mondo. Quindi noi non stiamo bene in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina, no! È un sistema politico che sa rubare otto decimi a tre quarti di mondo e che da un pò di benessere a un quarto di mondo che siamo noi. Quindi, signori miei, o ci si sveglia, o si fa finta di dormire, o bisigna accorgerci che siete tutti morti [ci tengo a precisare che personalmente direi siamo e non siete in questo caso. -Claudio-]; voglio precisare: l'uso, che si fa dell'industia, non l'industria, l'uso che si fa dell'industria è l'uso più sciatto e idiota che si potesse immaginare; non si può immaginare un uso più sciatto dell'industria, tanto è vero che sta distruggendo il pianeta, sta spargendo ossidi di piombo in tutte le città del mondo, sta creando cibi avvelenanti, sta facendo le peggio cose, sta facendo buchi nell'ozono, e tutti dicono: " Ah! Bisogna aiutare l'industria! L'industria! L' industria!" Hai capito?!
Capisci che è così idiota per esempio dire: "Che rapporto c'è fra la scelta di trenta marche di dentifricio e l'inquinamento?" Rapporto cento a cento. E se noi avessimo invece tre dentifrici uno migliore dell'altro con scritto davvero dentifricio uno, dentifricio due e dentifricio tre, gli altri ventisette non inquinerebbero il mondo.
İo ho parato del dentifricio per non parlarvi delle altre cose.
Perchè tutto, compreso te, è studiato per il profitto, non per la felicità dell'uomo. Perchè vedi per fare quello che fa l'industria dobbiamo uscire dalla vita, per fare anche il tuo lavoro bisogna uscire dalla vita, te ne accorgerai più avanti.
Nel senso che la vita è clandestina all'interno dell'atualle cultura."
-Silvano Agosti-

mercoledì 23 gennaio 2008

ALTRO DA DİRE.

"Limitatezza della storia, infinitá del mondo contadino"

-Pier Paolo Pasolini-

QUELLO CHE DOVEVO SCRİVERE TEMPO FA.

Arrivavo dopo almeno una settimana.
Stanco; per il viaggio, per lo zaino, per il sole di quei giorni, per la la vita fatta, per il poco mangiare.
Salivo le scale e facendolo mi vedevo salirle tutte le altre centinaia di volte.
Arrivato in cima, un angolo, una altro, un altro angolo, e finalmente dopo quel lungo labirinto, non solo di scale, ma di giorni, di pensieri, di immagini, di idee confuse e non realizzate, in fondo al corridoio davanti alla pora aperta, dopo cui non c'erano altre porte ma solo una piccola finestra da cui Zeytin usciva di nascosto quando ci riusciva, orgogliosa e timorosa, c'erano le sue braccia.
A volte non diceva nemmeno una parola; mi chiamava con le mani, con le braccia, con lo sguardo, dicendomi di correre ad abbracciarla; rimaneva sulla porta ma sembrava non potesse aspettare ancora un secondo per poterci abbracciare.
Quel gesto, sapere che dopo quell' angolo ci sarebbe stato quel chiamare di mani e sguardo, toglievano ogni stanchezza.
Ogni sete ed ogni logorio se ne andavano prima ancora che arrivassimo a toccarci.

Non lo so fare, ci provo e porprio non lo so fare; descriverla mentre sulla porta mi dice con le braccia di correre li da lei e' troppo difficile.

Ci stringevamo come chi vinalmente stanco trova un appoggio, e mi teneva forte dicendomi che le ero ancato tanto; ma le parole non servivano perche' arano i gesti a spiegarlo. Quell' abbraccio era di chi sente quasi che lo spazio non possa bastarle per potersi abbracciare dipiu', come se quell'abbraccio non potesse consumare tutto il suo bisogno arretrato di sentirsi tutti e due li; faceva venir voglia di essere piu' grandi per poterle dare dipiu' da abbracciare.

Ora tutto questo lo posso solo immaginare. Non chiederei altro ma ora posso solo pensarlo. Non so se potra' tornare. Ma anche se tornasse resta difficile il pensiero che sia una cosa passata.

İNSEGNARE İL MALE.

Si posso fare molte cose sbagliate.
Fin quando le fai a te stesso fanno male, quando le fai a persone di cui no ti frega niente e magari nemmeno te ne accorgi, allora si puo' essere tanto bestie da non pensarci pıu' di tanto e credere anche che non e' poi un gran male; ma quando i tuoi modi sbagliati di vivere diventano comuni anche nella vita di chi vuoi bene, allora e' la peggior ferita.
Non solo una ferita per te, per il dolore di sapere di aver fatto del male a chi vuoi bene, il pensiero di averla allontanata ancora dipiu' e di averle lasciato solo la tua parte peggiore; ma una ferita per la realta' intera.
Non prendetemi per esagerato.
La persona a cui vuoi piu' bene puo' abituarsi tanto alle tue compulsioni da accorgersi di non vivere liberamente il rapporto con gli altri.
Non me lo sarei aspettato.
La ferita maggiore quindi non e' quella fatta a se stessi e nemmeno quella fatta a chi vuoi bene, ma quella insegnata a chi vuoi bene.

sabato 12 gennaio 2008

PAUSA

Da quando sono arrivato a İstanbul a gennaio, penso di continuo a scrivere qui una cosa, ma continuo a rimandare. Anche oggi dovró rimandare per il solito motivo: sono in ritardo.
Quindi scrivo giusto queste due righe per dire a chi legge che se per ora ho scritto poco non é perché non voglia, anzi, voglio farlo prima possibile ma sto remando contro.

martedì 8 gennaio 2008

POTERE COME MENZOGNA SOCİALE.

İl potere e' strettamente legato alla menzogna.
Piu' e' forte e sorattutto costrittivo il potere sociale, pıu' la menzogna sara' grande e necessaria per mantenerlo; probabilmente fino a diventare una cosa sola.

La verita', ed intendo verita' a qualsiasi livello si possa pensare, e' quindi la strada per essere finalmente liberi da ogni autorita' costituita.

domenica 6 gennaio 2008

NUOVE FOTO Dİ VECCHİ DİSEGNİ.










Era passato tanto tempo, circa cimque anni, da quando avevo visto questi disegni.
Mi parevano tanto belli; ero convinto che riguardarli mi avrebbe dato soddisfazione ma ora invece non ci trovo tanto di buono da guardare.